Nuovi amici in cammino sui Monti della Tolfa

Barbara, Paolo, Pietro, Marco, Paco, sono solo alcuni dei nomi dei nuovi amici che abbiamo incontrato in questa nuova e così emozionante tappa del Cammino della Terra Comune sui Monti della Tolfa. I loro nomi si aggiungono a quelli degli amici che abbiamo già conosciuto la scorsa primavera e che hanno scelto di continuare a seguirci anche lassu’ tra i faggi di Allumiere, le pietraie assolate e scoscese dei Monti della Tolfa e le querce di Pian D’angeli. Giorno e notte, per tre giorni consecutivi, abbiamo amato, percorso e raccontato un territorio unico nel suo genere e che trova la natura della sua unicità proprio nel modo con cui, nel corso dei millenni è stato utilizzato dall’Uomo. Le proprietà collettive hanno, nei Monti della Tolfa, la loro estensione più grande in termini di ettari contigui, circa 15.000. Inoltre questo grande nucleo si trova l centro di un arcipelago di proprietà collettive che fanno dell’area la piu’ importante in Europa. Il Cammino della Terra Comune non poteva non avere anche qui una sua sponda e un suo pieno riconoscimento. L’abbiamo trovata e con questi tre giorni lo abbiamo anche consolidato vecchie amicizie, e abbiamo scoperto nuovi percorsi.

Tutto è iniziato Venerdi, con la conferenza e poi da sabato a domenica, con le camminate e con il bivacco in tenda al rifugio del Tecchio

Terra comune, il valore dell’identità

La conferenza che ha aperto questa nuova stagione di iniziative lungo il Cammino della Terra Comune ha sancito – come hanno sottolineato in apertura Marco Santurbano, presidente dell’Università Agraria di Tolfa e Pietro Vernace, presidente dell’Università Agraria di Allumiere – la piena adesione al progetto delle Università Agrarie di Tolfa e di Allumiere. Una adesione che non è statata solo una ratifica formale ma una convinta adesione al progetto del Cammino Terra Comun che si definisce sempre di più come strumento di valorizzazione dei patrimoni materiali e immateriali delle proprietà collettive. In altri termini, e su questo la sintesi di Simone Rosati, ricercatore dell’Università degli Studi di Milano, è stata davvero molto efficace, si tratta di riconoscere il valore che l’identità stessa di questi territori ha non solo in termini economici ma anche culturali, umani e ambientali. Proprio il legame tra uomo e territorio, uomo e biodiversità è stato al centro dell’appassionato intervento di Barbara Pasquini, forestale esperta di biodiversità. Proprio questo modo di possedere la terra ha innescato quel processo che, nei secoli, ha permesso la conservazione di un habitat tra i più ricchi in Europa. Un rapporto che all’interno del progetto del Cammino della Terra comune, puo’, secondo Luigi Artebani, segretario dell’Università Agraria di Allumiere, trovare nuove e più efficaci declinazioni attraverso l’organizzazione di iniziative e di progetti di comunicazione e di aggregazione.

Dalla Mezzadria a Ben Hur

Il racconto della storia che cambia la vita degli uomini e del bosco che a quegli uomini dà la vita, l’energia, il lavoro. Dalla Mezzadria a Ben Hur è la riduzione teatrale delle testimonianze raccolte da Alfonso Prota a Manziana nel corso dell’autunno del 2015. La messa in scena a Tolfa al Teatro Claudio, venerdi 22 è stata tra le più toccanti.

Il Museo civico di Allumiere

Tutti conoscono i Monti della Tolfa e tutti apprezzano questa area della provincia di Roma per il suo carattere di assoluta naturalità, per il suo ambiente così selvaggio che sembra essere rimasto incontaminato nonostante la vicinanza a una delle città più importanti della Storia Occidentale, se non la più importante, Roma. Molti penseranno che il segreto è che questo territorio sia rimasto nei secoli praticamente intatto perchè poco popolato. Le cose non stanno pero’ esattamente così e anzi a ben guardare il territorio dei Monti della Tolfa è tra i più frequentati dall’uomo sin dagli albori. Tracce di insediamenti umani risalgono al paleolitico e, senza soluzione di continuità arrivano fino ai giorni nostri. Neanderthal  e Sapiens, Villanoviani, etruschi, romani, bizantini, e poi feudatari e chierici non c’è fase storica che non abbia lasciato il suo segno tangibile in qualche sito dei Monti della Tolfa. Le collezioni, gli exhibit e gli allestimenti che avrete modo di osservare al Museo Civico di Allumiere, raccontano infatti questa incredibile stratificazione storica, che nel suo insieme è legata anche alla straordinaria ricchezza di un territorio unico nel suo genere.

Fare la spesa con gli asinelli

Gli amici di CountryFood Allumiere, insieme all’Università Agraria e al Comune ci hanno offerto una ospitalità davvero encomiabile. A cominciare dalla visita, gratuita al museo e poi dalla bella passeggiata e dal pranzo alla faggeta che abbiamo fatto con la scorta degli asinelli Altomare, Giuggiola e Nutella.

Sono stato infatti proprio i tre somarelli a farsi letteralmente carico del trasporto del nostro pranzo che abbiamo acquistato, passo dopo passo nelle varie botteghe di Allumiere, quelle dove si trovano ancora i prodotti tradizionali, i dolci, ma anche il pane giallo, fatto col grano duro, i salumi, porchetta e prosciutto, e il vino.

Il Pranzo alla Faggeta

Naturalmente, dopo aver fatto la spesa si deve andare a cucinare e a preparare il pranzo così ci siamo incamminati dietro ai somarelli e siamo saliti nella faggeta di Allumiere.

Un bosco davvero molto bello che domina il centro storico del paese e che nasconde aree attrezzate davvero molto suggestive. E’ proprio in una di queste che gli amici di CountryFood hanno allestito il nostro pranzo comunitario che ha avuto al centro un piatto tipico della cucina allumierasca, ovvero la mentucciata.

Per sapere di cosa si tratta e come si prepara non vi resta che guardare qui il video di Marina.

Verso il rifugio del Tecchio

Dopo la faggeta e la visita al pozzo Gustavo, la camminata è proseguita in direzione del rifugio del Tecchio a Tolfa. Lungo la strada abbiamo attraversato boschi e campi e soprattutto le stalle dove sono ospitati i somarelli che corrono al Palio di Allumiere. Uno di loro, un giovane e baldanzoso campione, si è presentato a noi col petto in fuori e tutto dritto sulle zampe come a voler dimostrare che lui, sa correre meglio degli altri. Era Pelosino, campione del Palio. Il cammino ci ha portati fino alla baita, da dove la vista arriva a scoprire uno scorcio del centro storico di Tolfa davvero unico e bellissimo. Non potevamo non immortalare l’arrivo in quel posto così bello senza fare una foto insieme a tutti i nostri amici camminatori.