Terra comune, il polmone della metropoli

La presenza di aree così ampie amministrate dalle Università Agrarie all’interno dell’Area Metropolitana di Roma, è uno dei cardini di questo progetto di valorizzazione delle terre comuni. Centinaia di ettari di boschi e di pascoli distribuiti in un territorio così delicato, costituiscono un valore irrinunciabile che va mantenuto, consolidato e valorizzato.

Queste aree interessate sono infatti delle vere e proprie oasi verdi in un territorio che ha visto, negli ultimi anni, una continua e costante espansione demografica accompagnata da un significativo consumo di suolo. Negli ultimi 15 anni, intorno al Bosco di Macchia Grande, cuore verde e gioiello dell’Università Agraria di Manziana, si è assistito a un incremento demografico pari a circa 9 mila abitanti distribuiti nei nuovi quartieri di Bracciano e nei Comuni di Manziana e di Canale Monterano. Nel solo 2012, il consumo di suolo all’interno del Comune di Roma, dove insiste il territorio dell’Università agraria di Cesano, è stato pari a circa 30.000 ettari (fonte dati Ispra, Rapporto Consumo Suolo 2016).

Davanti a numeri di questa importanza, l’idea di sostenere, valorizzare e mettere in rete tra loro questi territori, assume una valenza strategica prioritaria.

Del resto, all’interno di una così vasta area metropolitana, così suscettibile ed esposta a rischi di eventi avversi, la presenza di ampie aree verdi, resistenti a fenomeni di ulteriore urbanizzazione, favorisce una mitigazione dei rischi connessi.

Infine, ad accrescere il valore e la rilevanza ecologica e ambientale, occorre ricordare che su questi terreni insistono gran parte delle aree che raccolgono le acque che alimentano le preziose sorgenti che alimentano il bacino del Lago di Bracciano, riserva idrica strategica della Città di Roma.