Università agraria di Manziana

Sono davvero lontani nel tempo gli albori della storia degli usi civici a Manziana. E’ infatti intorno al XV secolo che gli amministratori del Pio Istituto di Santo Spirito in Sassia decisero di popolare il vecchio e ormai abbandonato, feudo di Santa Pupa con nuove famiglie di contadini concedendo loro la proprietà di piccoli appezzamenti di terreno (mezzo rubbio a famiglia, poco meno di un ettaro) insieme al diritto di semina, di pascolo, di legnatico e altri minori sull’intero feudo, con l’obbligo di consegnare un quinto del prodotto al feudatario.

Con la fine dello Stato Pontificio e le nuove leggi sugli usi civici del Regno d’Italia, inizia una disputa legale tra i cittadini di Manziana e il Santo Spirito. Nel 1903 i manzianesi vengono in possesso di un territorio di 550  ettari comprendente Macchia Grande con le radure del Camillo, Canepine, Bologno e Bottaccio e di altri 657 ettari dei Quarti del Travertino, Callara, Ponte Mariano, Pontoni e Mola. Nell’agosto del 1904 si insediano per la prima volta gli organi elettivi dell’Ente chiamato a gestire le Terre Comuni e il primo presidente della Università Agraria di Manziana fu Filippo Vittori. Sono utenti di diritto tutti i cittadini residenti nel Comune di Manziana.

Estensione: circa 2.000 ettari

Numero Utenti: tutti i cittadini maggiorenni e residenti nel Comune di Manziana (circa 8.000 abitanti)