proprità della Partecipanza

la mappa delle proprietà della Partecipanza di Nonantola

Esistono diversi tipi di terre collettive, di terre comuni. Per esempio nel cuore dell’Emilia c’è la Partecipanza di Nonantola.

Chiara Ansaloni, ne è una consigliera e con lei abbiamo scelto di fare due chiacchiere per cominciare a conoscere anche questa interessante forma di proprietà collettiva, nel cuore della Pianura Padana .

Ciao Chiara ci racconti un po’ che cosa è la Partecipanza di Nonantola? Che storia ha? Quali territori custodisce? Quali tradizioni?

La Partecipanza Agraria di Nonantola, al confine tra le provincie di Modena e Bologna, è un Ente Morale istituito dalla legge 4 agosto 1894, n.397. Trae la sua origine antichissima dalla Charta del 1058 dell’Abate Gotescalco di Nonantola, e si compone dei discendenti di determinate famiglie Nonantolane , viventi fra di loro in consorzio e che si dividono il godimento dei beni di proprietà della Partecipanza, con trasmissione del diritto per via mascolina. Oggi la Partecipanza Agraria di Nonantola ha una estensione di circa 760 ettari posto nel Comune di Nonantola5

Ha origine nel Medioevo, precisamente nel 1058 con la concessione in perpetuo di diritti personali e dell’uso dei terreni a prato e bosco da parte del Monastero benedettino di Nonantola, alla collettività civile in cambio dell’aiuto per la costruzione delle mura a difesa del borgo e alla bonifica del territorio.

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I gonfaloni della famiglie ammesse alla Partecipanza di Nonantola

La sua storia è legata al Monastero per la prima parte e successivamente a partire dal 1442 al Comune dal quale si è lentamente staccata nel corso del XIX secolo raggiungendo la sua piena autonomia con una legge dello Stato del 1894, assumendo la forma di Ente Morale, che rappresenta oggi circa 2.000 persone suddivisi in 22 ceppi famigliari, discendenti dalle antiche famiglie oggetto dell’antica concessione.

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Il territorio della Partecipanza di Nonantola

Attualmente il  territorio della Partecipanza è in parte coltivato e in parte desinato a zona di recupero ambientale con la creazione di uno dei più vasti boschi presenti nella pianura padana e di una ampia zona umida. Il bosco è stato oggetto di un’analisi secondo il protocollo di Kyoto per lo studio dell’abbattimento dell’anidride carbonica attraverso le piante. La parte agricola nella sua quasi totalità è concessa in affitto dodecennale (durata del riparto dei terreni) alle aziende agricole limitrofe. Un’altra caratteristica del territorio è la pressoché assenza di edifici a conservazione dei terreni così come erano anticamente, preservandoli dall’antropizzazione che invece la circondano.

La Partecipanza è una presenza storica molto importante sia a livello locale che regionale, le linee attraverso le quali si muove sono di carattere ambientale, agricolo e non per ultimo culturale con la presenza di un importante archivio e due palazzi storici che consentono numerose e qualificate iniziative didattiche e culturali rivolte alle scuole di ogni ordine e grado presenti sul territori e al di fuori, ai cittadini e ai turisti.

So che il 4 febbraio ci sarà un importante convegno internazionale a Nonantola, ci spieghi cosa succede?

lezione al boscoEsatto, sabato 4 febbraio a Nonantola si svolgerà il convegno internazionale”I SEMI DEL FUTURO. Il ruolo attivo dei giovani nella gestione dei terreni comunitari, usi civici e partecipanze”. Sarà l’occasione per presentare un progetto europeo, finanziato dal programma europeo Erasmus +, risultato di un partenariato transnazionale tra la Partecipanza Agraria di Nonantola, l’Università portoghese di Coimbra e la Coop.culturale spanola Trespès. Si parlerà delle prospettive delle proprietà collettive a livello europeo e nazionale, con un focus sulle Partecipanze Agrarie Emiliane. (il programma dettagliato del convegno è disponibile sul sito della Partecipanza Agraria di Nonantola). Durante il convegno saranno inoltre presentati due concorsi rivolti ai giovani, veri protagonisti del progetto! Per tutti i ragazzi dai 18 ai 30 anni è in palio un corso gratuito di 1 settimana x diventare GRAPHIC FACILITATOR e per tutti i ragazzi che appartengono alle famiglie delle Partecipanze Agrarie una SETTIMANA GRATUITA IN UNA SCUOLA COMUNITARIA IN SPAGNA O PORTOGALLO durante l’estate 2017! Tutte le informazioni e le modalità di iscrizione sono disponibili sul sito www.partecipanzanonantola.itSperiamo davvero che questo progetto serva a far conoscere e ad avvicinare i giovani a queste particolari forme di gestione collettiva dei terreni.

Fantastico, e in cosa consiste concretamente questo Progetto?

Il progetto europeo “Comunix-partecipazione attiva del giovani nella gestione dei beni comunitari” vuole promuovere la partecipazione e la cittadinanza attiva dei giovani nel governo democratico delle proprietà collettive d’Europa, creando e sperimentando “Scuole Comunitarie” sul tema della gestione dei beni comuni in Portogallo e Spagna durante l’agosto 2017 a cui parteciperanno ragazzi portoghesi, spagnoli e italiani.

COMUNIX punta a qualificare i giovani in vista di una loro futura partecipazione attiva nella gestione delle terre comunitarie per renderli consapevoli delle sfide che queste aree si trovano ad affrontare e stimolarli a cercare un modo per rinnovarle.  I giovani che faranno parte delle scuole comunitarie saranno attivamente impegnati nella produzione di materiali didattici (manuali, carte di valori, audiovisivi, giochi da tavolo, etc.) e parteciperanno a diverse attività di formazione per migliorare le loro competenze e conoscenze civiche, ambientali e storiche.
I ragazzi e le ragazze che parteciperanno alle “Scuole comunitarie” potranno vivere in prima persona quello che comporta governare e  gestire i terreni collettivi. Per esempio impareranno a conoscere come gestire boschi e foreste, per ottimizzarne la produttività, prevenire incendi e danni portati da specie vegetali e animali invasive e valorizzare attività economiche di supporto come l’apicultura o gli sport radicali. Insieme, i partecipanti sperimenteranno direttamente alcune di queste attività, sommando l’apprendimento e divertimento e, una volta finita la scuola, potranno diventare “ambasciatori comunitari” x replicare l’esperienza nei paesi d’origine.

So che pero’ questa non è la sola iniziativa, a Trento per esempio avevi proposto la realizzazione di un ecomuseo delle Partecipanze Agrarie Emiliane, a che punto è?

Si, è vero, ne avevo accennato a Trento e ne parlerò in modo più esteso al convegno del 4 febbraio a Nonantola. Abbiamo iniziato a parlare del progetto lo scorso anno con le altre partecipanze agrarie emiliane: grazie all’ecomuseo le partecipanze saranno unite da un progetto culturale comune e condiviso. L’ecomuseo valorizzerà il patrimonio materiale e immateriale delle partecipanze avvicinando a queste instituzioni in primo luogo le nuove generazioni di partecipanti, in secondo luogo i cittadini dei comuni di riferimento e, non in ultimo, turisti, scolaresche, famiglie… 13

Bisogna ricordare che le sei Partecipanze Agrarie Emiliane comprese tra le province di Modena, Bologna e  Ferrara costituiscono un unicum non solo a livello regionale, ma nazionale (in Italia infatti ne esistono soltanto altre due: una a Grignano Polesine e una a Trino Vercellese). 

Le Partecipanze  sono fortemente legate al loro territorio, ne interpretano i caratteri costitutivi e ne custodiscono i valori storici e culturali; valorizzano il senso di appartenenza delle comunità locali ed esprimono a pieno il concetto di milieu: sono un vero e proprio “paesaggio culturale”.

In quest’ottica, puntando sugli elementi comuni, ma anche evidenziando le differenze che inevitabilmente si sono create nel corso dei secoli tra un territorio e l’altro, è nata l’idea dell’Ecomuseo delle partecipanze agrarie. 

L’ecomuseo delle Partecipanze, il cui obiettivo finale è rappresentato dalla creazione di un “museo diffuso”, potrà focalizzare l’attenzione sulla particolare storia di queste istituzioni, sui valori che ancora esprimono nel presente e sulla valorizzazione dei contesti culturali e ambientali in cui si sono sviluppate. Il pogetto prevede diversi centri espositivi individuati da percorsi tematici legati ai caratteri distintivi dei diversi luoghi ma collegati da percorsi condivisi i cui temi principali saranno: l’ambiente, la cultura e la tradizione, la storia, l’architettura, l’economia, l’agricoltura e l’enogastronomia.

Grazie all’ecomuseo sarà possibile favorire lo sviluppo socioeconomico del territorio attraverso la valorizzazione e la messa in rete delle dinamiche culturali locali in modo da creare nuove sinergie con il comparto turistico ed economico in un’ottica di slowturism; questo dovrà necessariamente trovare appoggio nella partecipazione della comunità, che del territorio è protagonista e fautrice.

Sarà  certamente un percorso lungo e impegnativo, che richiederà tempo, impegno, pazienza e perseveranza…nonché la ricerca di fondi x realizzare parte del progetto, ma sono certa che sarà un elemento innovatore e unificante x le partecipanze in grado di proiettare questi enti millenari verso il futuro!