L’improvvisazione in rima

C’è la riscoperta di una antica tradizione nello spettacolo di Pietro Benedetti. E’ la tradizione della rima in ottava dell’improvvisazione, che ha le sue radici profondamente ancorate nella nostra terra. Così storie di eroi, di briganti e di domatori di cavalli sono passate di generazione in generazioni fuori da un testo codificato, ma hanno assunto migliaia di forme, quelle appunto dettate dall’improvvisazione dei poeti a braccio. Pietro Benedetti è uno di loro e racconta questa terra nello stesso modo con cui, dai tempi prima di Omero, si raccontava.

Transumar cantando e trasumanarè uno spettacolo di narrazione poetica dei percorsi della transumanza che tiene conto di una ricerca effettuata sul campo, con la transumanza arrivano al mare, agro romano, maremma, le antiche tradizioni delle montagne laziali. La gastronomia, l’Arte, la Poesia Estemporanea (ottave, Quartine, Terzine) la Musica Saltarella con la sua frenetica danza.

ottava rima

E’ un metro usato già nei cantari trecenteschi, arrivato fino a noi grazie all’attività orale dei nostri Poeti a Braccio, che nei secoli hanno reiterato questa pratica attribuendole per sempre una connotazione popolare, legata in linea di massima alle regioni centrali del nostro Paese: Toscana, Lazio e Abruzzo.

L’ottava rima è composta da stanze di otto versi endecasillabi. Lo schema delle rime di ogni stanza è A B A B A B C C: ciò significa che rimano tra loro i versi I, III e V i versi II, IV e VI e i versi VII e VIII.

Poiché è difficile stabilire dei canoni qualitativi comuni per quanto riguarda la poesia estemporanea possiamo soltanto stabilire dei parametri formali che possano essere utilizzati dall’ascoltatore nel valutare delle ottave improvvisate:

1) Ripresa della rima lasciata dal poeta precedente

2) Esatta successione delle rime nello svolgimento dell’ottava (ABABABCC)

3) Corretta lunghezza dei versi che devono essere sempre endecasillabi

Non è tuttavia sufficiente improvvisare un’ottava formalmente corretta perché questa la si possa considerare soddisfacente; occorre sempre valutare il contenuto dell’ottava stessa; la qualità delle rime scelte dal poeta, l’attinenza al tema qualora vi sia un tema assegnato, la presenza di figure retoriche più o meno articolate e, non ultima per importanza, l’originalità della chiusa finale e del concetto espresso. La bravura del poeta va valutata in oltre nel modo in cui “ricama” l’ottava, nelle similitudini che riesce a creare, la suggestione che in quel momento riesce a suscitare negli ascoltatori, la sveltezza a trovare il giusto verso.